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Edolo Racconta...di Barbara Festa

Introduzione


Edolo è una comunità montana che negli ultimi anni ha dimostrato di essere in grado di crescere culturalmente e sopratutto turisticamente. Oggi il paese ha altresì manifestato di voler maturare la sua storia prevedendo un futuro concentrato su molteplici attività culturali, mostrando apertura verso le innovazioni e le occasioni di accrescimento. Per concretizzare questo volere, sarebbe necessario strutturare una serie di itinerari logici atti ad affrontare la storia dell'arte locale, rapportandola a quella generale, dalle sue origini fino alla contemporaneità. Sarebbe così necessario preparare professionalmente delle figure capaci di fare da guido storico-artistico-culturale ai visitatori italiani e stranieri.

Il testo che state leggendo è stato preparato in occasione di una serata in cui ci si proponeva di ricreare, attraverso le immagini, momenti diversi, di presente e di passato, nel tentativo di dar vita ad un nuovo dialogo che, partendo dalle stesse premesse, e dalle stesse immagini, per snodarsi in qualcosa di completamente diverso, in una nuova articolazione e visione delle cose cioè: un tentativo, forse, di offrire un nuovo punto di vista, di ispirazione e di stimolo per le forze creative.

L'intenzione che mi sono proposta, per impedirne la morte, è quella di rielaborare e reinvestire, in senso creativo e poetico, la cultura del luogo. Infine, naturalmente, il pensiero di evolvere verso la ricerca artistica e la creatività che altrimenti andrebbero ad esaurirsi.


La via vecchia


L'origine del paese pare risalire ad ancor prima dell'occupazione romana, con la denominazione "La Terra della tula de Ea". Questo veniva all'epoca scritto come "EA-TULA-UMA", trascritto in seguito dai Romani nel latino "Etulum". Successivamente, probalbilmente per un errore di trascrizione, divenne "Edolum", per essere infine tradotto in "Edolo".

Edolo, cuore e centro dell'Alta Val Camonica, si trova alla confluenza di due importanti valichi: il Passo del Tonale, che collega la nostra valle con la Val di Sole in Trentino, ed il Passo Aprica, che ci porta in Valtellina, separata dalla Val Camonica da una catena alpina. La prima immagine che ci appare è di grande semplicità, del tutto italiana, con differenti e molteplici tonalità di verde dovute ai vari tipi di piante.

La cittadina è oggi un'importante stazione turistica, raggiunta fin dal 1909 anche dalla ferrovia, pur conservando ancora origini e vari reperti antichi. Mantiene un aspetto nobile, ricco di palazzi vetusti disposti lungo i percorsi più vecchi e significativi, di edifici con loggiati, oppure traforati da passaggi che mostrano, dal retro, l'apertura di un nuovo tragitto, più breve ed angusto.

L'itinerario che propongo principia con la "Via Fratelli Ramus", nella vecchia contrada di Capo di Ponte di Mu, oggi parte integrante del centro storico di Edolo.

Edolo "... si trova sulle due rive di un verde ed impetuoso torrente, alimentato dalle nevi eterne, che pare un fiume a confronto degli striminziti rivi delle valli bergamasche. Al di là del ponte, su un'alta piattaforma, la grande chiesa bianca ed il campanile, si stagliano contro il ricco fogliame del pendio, ripido ma fertile, che sale dritto verso le nubi. La piccola città alpina è di carattere medievale ed italiano. La vie sono strette e ombrose; vecchi stemmi son scolpiti sui muri, mostri dalle curiose teste fanno capolino tra le finestre e loggiati ad archi circondano i cortili interni".




A sinistra: due immagini di vie edolesi nella parte vecchia del paese.

Giungiamo quindi all'imbocco del vecchio Ponte Alto, di origine romana ma rifatto nel medioevo a causa delle ripetute alluvioni, dove, ancora a metà del secolo scorso, prima della costruzione del nuovo ponte sottostante (che risale al 1862), passava la via principale della Valle. Il centro alpino era un grosso crocevia di vivaci traffici. Conferma di questo la costruzione che fu del dazio o pedaggio: nel lontano 1484 un certo "Pedracci di Santiculo" ne esigeva il pagamento. Soffermandoci sul Ponte Alto possiamo ammirare la vista della Piazza Martiri della Libertà, con la sua maestosa fontana ed il cervo in bronzo: questo spazio, realizzato con la funzione di agglomerato e di scambio di merci, è caratterizzato dal passaggio dell'imponente fiume Oglio.

Il transito non era "indolore" perchè si continuò ad esigere il pagamento del dazio, istituito più di quattrocentro anni prima dalla potente famiglia ghibellina dei Federici. Dall'antico ponte in pietra, molto bello e perfettamente acciotolato, si possono ammirare da un lato la piazza principale (Piazza Martiri della Libertà) con i monti che circondano l'abitato, dall'altro l'angusto fondovalle, che il fiume ha scavato nel corso dei millenni.

Il fiume "era un torrente d'acqua freddissima, perche distillava dai ghiacciai, che precipitava in mezzo a quelle pietre e a quei macigni con gran fracasso, spumeggiando, rotolando sassi d'ogni parte, che sotto ai raggi del sole scintillavano come diamanti.


A sinistra: un panorama di Edolo, si noti la "Pieve" (chiesa di S. Maria Nascente)

Non dimentichiamo però che, fino alla seconda metà dell'ottocento, la vita edolese si svolgeva lontana dal fiume, nel nucleo abitato, costituito dall'antica via Cesare Battisti, dala via Privata Mottinelli e dalla Piazza di San Giovanni Battista. Oggi Piazza Martiri della Libertà è di grandi dimensioni, ma il fiume Oglio è stati in gran parte derubato delle sue acque (che scorrono da una centrale all'altra nelle gallerie che attraversano l'Adamello). Attraversando il ponte si vede alla propria destra la strada principale che ci porta verso Ponte di Legno e quindi al Passo del Tonale, a sinistra la via Cesare Battisti, vecchio collegamento con il Passo Aprica e la Valtellina.

La via un tempo chiamata Centrale o Contrada dell'Oglio, destinata a mercato, come si può facilmente intuira dalla scritta, ancora intatta, "Vietata la sosta dei carri e dei quadrupedi". La si può così identificare come il cuore dell'antico agglomerato. Lungo il percorso si incontrano interessanti elementi architettonici e singolari particolari decorativi. Si osservano interessanti edifici storici classificati come dimore signorili, per esempio casa Zuelli, nobile dimora cinquecentesca con elementi scultorei d'impronta medievale: un alto zoccolo in granito scuro di stile bugnato irregolare su cui si aprono due coppie di porta e finestra a monofora, con soglie, colonnine e capitelli scolpiti; un portone caratterizzato dall'arco a sesto acuto.

Poco oltre si incontra uno spiazzo che un tempo costituiva la piazza di Edolo, formata dall'incrocio di via Cesare Battisti con via Menzano e via Pendente. Quest'ultima scende verso la via progettata dall'ing. Porro, da cui prese il nome. Questa strada particolarmente rettilinea denuncia una origine artificiale, chiaramente progettata e costruita dall'uomo. Realizzata dagli Austriaci è ancor oggi il collegamente con la Strada Statale n. 39, diretta in Valtellina. Ma il collegamento con le valli limitrofe è garantito ancor oggi da percorsi "alternativi", detti "Valeriane". Quella più vicina a noi era percorsa in particolare da contrabbandieri che la usavano per raggiungere la Valtellina, e di là la Svizzera. Lungo tutta questa strada incontriamo gli agglomerati più antichi, fino al comune di Corteno Golgi.


Ammirare San Giovanni Battista



In senso longitudinale rispetto alla Via Porro si raggiunge Via Fratelli Tosana, che porta all'incrocio tra via Privata Mottinelli e Via Santa Maria. Qui possiamo osservare sulla sinistra l'elegante edificio del 1912, data impressa sul granito della volta del portone.

Ricco di particolari decorativi, in granito, presenta una delle frequenti costruzioni che dimostrano come i graniti dell'Adamello fossero le "vesti" della cittadina. Proseguendo giungiamo finalmente nella Piazza di San Giovanni Battista, zona oggi pedonale, e centro storico medievale. I fatti di seguito narrati, avvennero proprio qui, in questa piazza.

"Il primo fu che in Edolo e in Pisogne, della Val Camuna bei paesi, molti stregon mostrando le vergogne e ben sessanta streghe in roghi accesi, al suon di trombe, pifferi e zampogne, gittati furo, ed arsi: allorchè presi, e il fuoco li arrostiva, essi gridavano che pel demonio lieti a morte andavano. Tanto superstizion puote nell'alma, tanto ignoranza apporta turpe danno, vanno quelli a morir con piena calma, paghi a mirarli i mille e mille stanno, tutti hanno speme dell'eterna palma, e ciechi quel che facciano non sanno, mentre giudici, streghe e spettatori ravvolti stanno ne' più crassi errori.

Proprio qui si svolse una caccia alle streghe che portò sul rogo circa sessanta persone: pare accusate di macchinazioni malefiche contro concittadini, bestie e raccolti agricoli."

Qualche anno dopo, nel 1510, la tomba di un uomo, sospettato di stregoneria e morto prima di essere processato, fu profanata ed il cadavere del presunto stregone bruciato sulla pubblica piazza.

Sempre in questa megnifica piazza, ben conservata, si affaccia la splendida chiesa, dalla facciata semplice, che dà il nome alla piazza stessa: La Chiesa di San Giovanni.

"La chiesa di San Giovanni Battista in Edolo si nasconde tra antiche case e va cercata come viola tra i cespugli, se non forse te la indichi il quattrocentesco campanile malamente rifatto pochi decenni orsono. Quando la scopri, magari sbucando dal diroccato portico che le sta di fronte, ti senti accolto con umile tenerezza dalla sua dimessa facciata deterputa dalle intemperie e dal tempo. Quando t'avvicini, ti abbraccia il pronao rinascimentale e ti sorridono la Vergine ed il Bambino e San Giovanni, dalla preziosa lunetta mai concia per il tempo e la saputa imperizia di inesperti restauratori. Ti apre le braccia la massiccia porta settecentesca sorretta da robuste pietre coronate da capitelli romanici".


Riedificata nella prima metà del Cinquecento sui resti molto più antichi della chiesa medioevale precedente, fu consacrata nel 1532. Il campanile fu costruito una prima volta nel 1542 dal "Capomastro Bortolo Boninchi di Mu", successivamente nel 1954.

L'interno, composto da una sola navata è ricco di affascinanti opere d'arte e affreschi, questi ultimi attribuiti dalle fonti, alla scuola del Romanino, sicuramente a Paolo da Caylina il Giovane. Da ricordare sono anche, naturalmente, la statua di San Giovanni Battista, del Cinquecento, opera di uno scultore nordico, e "L'Ultima Cena", attribuita al Campi.

Tra il 1532 e il 1535 Paolo da Caylina il Giovane, pittore e scultore, trasforma il presbiterio in uno spazio prospettico complesso ed equilibrato, dove l'architettura scultorea si fonde sapientemente con quella dipinta, inquadrando le diverse scene suddivise del racconto. Al centro della cupola possiamo ammirare l'Onnipotente circondato da affascinanti angeli; adiacente la storia dell'antico testamento: la Creazione, la Tentazione, il Peccato, l'Espulsione dal Paradiso Terrestre, la Pena del lavoro, il Sacrificio di Abele e Caino, l'Uccisione di Abele, Abramo ed infine Mosè, mentre riceve le Tavole della Legge. Nei singoli lati che scendono verso le pareti, si trovano i Quattro Evangelisti a far da raccordo con il Nuovo Testamento. Nelle pareti, infine, si giunge a vedere al centro la Crocifissione del Cristo, ai lati la storia di Giovanni Battista.

Conclusione


L'idea di realizzare questa brevissima storia di Edolo è nata dal voler mantenere vivo un pezzo di storia e di storia artistica locale. Un tempo la nostra Val Camonica ed Edolo erano caratterizzati dalla cultura dell'arte e così anche della storia. Di conseguenza, questo piccolo intervento vuole essere uno stimolo per spronare ad organizzare in loco una serie di itinerari per affrontare la storia che è nostra e che ci ha caratterizzato. Affrontiamo noi oggi, cittadini della contemporaneità, questo percorso a ritroso per ritrovare uno spazio fisico e mentale che ci permetta un piacere personale: la lettura di opere o eventi antichi attraverso l'interpretazione.

Bibliografia


Bonometti Geremia - Un vescovo in gita dall'Aprica a Pejo in "Atlante Bresciano" speciale n. 26, 3 luglio 1984, Grafo Associati srl, Brescia, pp. 6-8

Frattini Silvio - Contino Carmela - Escursioni nel Parco dell'Adamello "19 Itinerari fuori porta", Cierre Edizioni, Verona, 1995,pp. 132-139

Gazzoli Don Mario - La chiesa di San Giovanni Battista in Edolo "Il museo, la biblioteca, il rettore", Tipografia Valgrigna, Esine, 1982

Passomani Bonomi Ivana - Culture di una terra di passo in "Atlante Bresciano" n. 56, autunno 1998, Grafo Associati srl, Brescia, pp. 7-9

Perini Antonio - Avvenne a Edolo cento anni fa "Notizie storiche, curiosità e vecchi cartoline", Tipografia Camuna, Breno, 1994

Prevideprato Massimo - Le streghe del Tonale, Edizioni San Marco, Cividate Camuno, 1976

Prevideprato Massimo - Tu hai renegà la fede "Stregoneria ed Inquisizione in Val Camonica e nelle Prealpi lombarde dal XV al XVIII secolo" , Vannini, Brescia, 1992

Rizzi Bortolo - Illustrazione della Valle Camonica Treviglio 1870, Fausto Sardini Editore e Stampatore, Bornato in Franciacorta, 1974

Veclani Pino - Banai Valerio - Pogliaghi Lino - Il Passo del Tonale "Un ponte tra Val Camonica e Val di Sole",Fotoedizioni Pino Veclani, Ponte di Legno,1995, pp. 80-85


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